25 lug 2009

"mafie dietro ai roghi"

Gli incendi in Sardegna opera dell'uomo

Gli incendi in Sardegna opera dell'uomo Aperta inchiesta, "mafie dietro ai roghi" Vigili del Fuoco intervengono negli impianti della diga Cixerri, nei pressi di Siliqua (CA), circondata dalle fiamme (foto: Ansa)

http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/FotoGalleryDettaglio.aspx?pos=2&id=135890

E' il giorno del dolore e della rabbia ma anche, purtroppo, ancora di incendi che, complice l'arrivo dell'annunciato maestrale, hanno interessato per il terzo giorno consecutivo tutta la Sardegna, creando particolare allarme a Budoni dove 400 persone sono state evacuate. Pozzomaggiore e Mores, i due paesi che hanno pagato la lotta al fuoco con la perdita di due vite umane, piangono i loro compaesani, nel giorno dei funerali e del lutto cittadino. Ma al dolore a alla disperazione dei familiari si unisce la rabbia di chi ha perso tutto per colpa dell'azione criminale dell'uomo e dell'incuria generale che favorisce il divampare dei roghi. Si cerca, intanto, di fare chiarezza sulle cause che hanno provocato i numerosi incendi che hanno causato in Sardegna danni per 80 milioni di euro e bruciato tra i 15 e i 25 mila ettari (la stima esatta è ancora impossibile) di vegetazione, mettendo in ginocchio l'economia di tante piccole comunità.

APERTA INCHIESTA. La Procura di Sassari ha aperto un'inchiesta sulla morte degli allevatori Mario Piu e Antioco Serra. L'ipotesi di reato è di incendio doloso aggravato dalla morte. Chi ha appiccato le fiamme rischia una dura condanna.

INCENDI PROVOCATI DALL'UOMO. Intanto è certo che uno degli incendi più devastanti di giovedì scorso, quello di Berchideddu, in Gallura, è stato appiccato con un innesco diretto sulla stradina di ingresso ad un agriturismo. Si attende una svolta nelle indagini degli ispettori della Forestale: sarebbero stati infatti raccolti "elementi indiziari determinanti a carico di alcuni soggetti".

LINEE E CABINE ELETTRICHE FRA GLI IMPUTATI. E Non solo incendiari, però!. Anche linee e cabine elettriche finiscono sul banco degli imputati. Un palo elettrico, infatti, avrebbe originato il vasto rogo che giovedì ha devastato una zona di alto valore ambientale tra Scivu e Is Arenas, sulla costa sud occidentale dell'isola: almeno 700 gli ettari andati in fumo.

CONTINUA L'EMERGENZA. L'emergenza continua, non solo in Sardegna, dove otto Canadair, 11 elicotteri e un elitanker hanno operato dalle prime ore del mattino, ma in tutto il Centro sud e in particolare in Sicilia: 27 le richieste di intervento aereo arrivate al Dipartimento della Protezione civile. Incessante anche il lavoro delle squadre a terra, impegnate da nord a sud nelle operazioni di bonifica.

LE MAFIE DIETRO I ROIGHI. Secondo il sindaco di Pozzomaggiore dietro i roghi vi sarebbero gli interessi di "molte mafie". "C'è la mafia dei mezzi di soccorso - accusa Tonino Pischedda - quella dei mezzi aerei e probabilmente anche la mafia dei mangimi". Denunce pesanti. "Sono mie osservazioni, ma le ho sentite anche da qualcun altro".

tretteca, tretteca

Ha retrettecatu. Ma quannu tretteca ancora?

di Lupobianco, su il Capoluogo, 24 luglio


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Se semo quindi estratti ji dati daju 12/12/08 aju 24/07/09 primma mmattina. Semo pijate le scosse cchiù forti o uguali a 1,5 Richter co' ju epicentru missu entru nu quadratu co' ju latu de 40 Km chè tè L'Aquila come centru.
Se tenete ju GPS la zona cunsiderata tè come coordinate
Latitudine minima 42,16 massima 42,52 (circa)
Longitudine minima 13,15 massima 13,64 (circa)
Neju disegnu la zona é quella entru ju quadratu blu. Praticamente la zona tè come punti di riferimentu a Nord Capitignano/Ortolanu, a Sud pocu sottu Rocca di Mezzo, a Est pocu prima de San Pio delle Camere e a Ovest Rocca de Corno.

Ji risurdati
Semo reportatu tuttu entru ddu grafici. Sulla linea orizzontale ci stanno ji jorni a passu de' 7 ma ji risurdati sò a passu jurnalieru. Neji grafici i dati inizzianu daju 6 de' abbrile ma ji dati elabborati inizziano da dicembre.

Ju graficu "Numero scosse nel giorno" reporta ju numeru totale delle scosse pè ogni jornu, ju valore se pò vede daju asse rittu alla sinistra. Ju passu sopra quistu é de 20.

Jatru graficu "Valore scossa massima", reporta ju valore massimu fra tutte le scosse della jornata. Pè riferimentu ci stà j'asse alla sinistra con ju passu de 1.

24 lug 2009

voci dall'Aquila - Vittoria, 24 luglio


E’ vero, i fabbricati si stanno sbriciolando. Ogni settimana, quando torno a L’Aquila faccio il sopralluogo di rito alla mia casa con la scusa di prendere qualcosa. L’aggravamento è progressivo nella sua drammatica intensità. Non si è salvata una stanza. Sembra che tutte le pareti implorino aiuto. Ma io non posso fare nulla. Sono impotente. La strada in cui sta la mia casa è impraticabile, è sempre più ricoperta da cumuli di sterro, pietre, mattoni, persiane cadute, cavi elettrici. Nel mio giardino sono scomparsi gli uccelli che prima vi nidificavano svolazzando allegri in cerca di semi ed insetti e di filamenti per costruire i nidi.

INGEGNERI: scossa 6 aprile, magnitudo 6.3 Richter

http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=132647483218&h=QdCqU&u=DhgWj

23 lug 2009

sassi

sassocane


sassopinguino

sassofavola

sassogatto


sassobama


http://www.pietrevive.it/

Costantino Nivola


Nato a Orani nel 1911.

È manovale nell’adolescenza: primo importante approccio con calce, pietra, terra e sabbia.
Con Mario Delitala, pittore nativo di Orani, inizia l’apprendistato artistico. L’occasione è la decorazione degli ambienti dell’Università sassarese, nel 1929. Il soggiorno cittadino apre al ragazzo l’agognata finestra su una realtà differente da quella sinora vissuta.



Lascia Orani nel 1931 alla volta dell’ Istituto Statale per le Industrie Artistiche (ISIA) di Monza. Il penultimo anno di studi arriva Ruth Guggenheim: la sua cultura ebraico-tedesca, romantica e filosofica, trova immediate affinità col giovane Nivola, instaurando un legame che li terrà uniti da lì in avanti.


La fine degli studi, il matrimonio, l’impiego nell’ Ufficio Grafico della Olivetti, precedono la fuga dall’Italia causata dalle leggi antisemite. La coppia si trasferisce a Parigi e poi a New York, dove la loro abitazione definitiva, a Long Island, sorge vicina a quella di Jackson Pollock e di Willem De Kooning.

Conosce Le Corbusier con il quale nasce un intenso scambio di idee e di esperienze.


Mette a punto la tecnica della colata di cemento sulla sabbia modellata, sand-casting, con la quale esegue grandi pannelli decorativi per importanti edifici: showroom Olivetti a New York, Mutual Hartford Insurance Company nel Connecticut, Harvard University, McCormick Plaza Exposition Center di Chicago e Yale University.

Nel 1958 per le strade di Orani allestisce una mostra di sculture e decora con un grande graffito la facciata della chiesa della Madonna d’Itria. Per Nuoro realizza, nel 1966, una piazza-monumento dedicata al poeta Sebastiano Satta.

Il suo impegno artistico si divide tra esposizioni e commissioni per interventi in edifici pubblici e privati e incarichi d’insegnamento nelle Università di Berkeley e di Harvard. Alla fine degli anni Ottanta realizza le sculture del nuovo Palazzo del Consiglio Regionale a Cagliari. Muore il 5 maggio 1988 nella sua casa di East Hampton, lasciando “nipoti americani”.

meglio tardi che mai....

da il Capoluogo, L'Aquila, 22 lug
Si è chiusa nei giorni scorsi la procedura di aggiudicazione dei 1.500 Moduli Abitativi Provvisori (MAP), prefabbricati in legno a un piano, antisismici ed ecosostenibili, che dovranno sostituire le tende delle aree di accoglienza e potranno ospitare oltre 4000 cittadini abruzzesi che non avranno la possibilità di far ritorno alle proprie abitazioni a breve termine.
Mentre nel Comune dell’Aquila procedono velocemente i lavori per la realizzazione dei complessi abitativi C.A.S.E., si completa anche negli altri comuni del “cratere sismico” il quadro di interventi per garantire nel più breve tempo possibile il trasferimento dalle tende dei cittadini le cui abitazioni risultano inagibili a causa dei danni subiti.
L’importo complessivo aggiudicato è di 52,4 milioni di euro, con un notevole ribasso rispetto alla base di gara, che era stata fissata a 760 euro al metro quadro. Sono 5 le ditte o consorzi che si sono aggiudicati i lotti da 150 moduli ciascuno. Tra questi, 6 lotti saranno realizzati da un consorzio formato tra gli altri anche dal “Gruppo Autotrasporti” di Sulmona.
Gli altri 4 consorzi vincitori si sono aggiudicati un lotto ciascuno.
Le amministrazioni comunali interessate stanno provvedendo alle procedure di esproprio e alle necessarie opere di urbanizzazione primaria delle aree individuate in accordo con la struttura del Commissario per l’emergenza in Abruzzo. Nei prossimi giorni, al termine delle verifiche sui requisiti economici e tecnico-professionali dichiarati dalle ditte e su quelli richiesti dalle normative per la stipulazione dei contratti con le pubbliche amministrazioni, partiranno i lavori per la messa in posa delle casette.
Le ditte vincitrici sono chiamate a realizzare, nell’arco di 60 giorni a partire dalla consegna delle aree, tre diverse tipologie di Moduli abitativi in legno della superficie di 40, 50 e 70 metri quadri, proporzionalmente suddivisi nelle tre tipologie a seconda delle esigenze manifestate dai sindaci. Particolare attenzione sarà dedicata, oltre che ai criteri più moderni di comfort e abitabilità all’interno delle abitazioni stesse, anche agli spazi circostanti, che verranno realizzati con gli stessi criteri di attenzione al verde e all’ecosostenibilità che caratterizzano gli insediamenti del Progetto C.A.S.E.

22 lug 2009

Nucleare: le scelte profondamente condannate e contestate dell’Iran sono il riferimento del Governo Berlusconi

Dichiarazioni di Guido Pollice, Presidente Nazionale VAS e Antonio D’Acunto, Comitato per il No al nucleare



Nel ddl di legge sul nucleare approvato al Senato vi è una novità rispetto al testo precedentemente licenziato dalla Camera di una gravità inaudita: nel nuovo articolo 25 “Il Governo e` delegato ad adottare, oltre la disciplina, della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare (incostituzionale),anche quella di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare”.
Nucleare: le scelte profondamente condannate e contestate dell’Iran sono il riferimento del Governo Berlusconi.
Con la legge, approvata dalla Camera e promulgata dal Presidente Napolitano, l’Italia realizzerebbe impianti di arricchimento dell’Uranio e cioè combustibile nucleare impiegabile funzionalmente anche per la costruzione di bombe nucleari.
E’ esattamente quello che sta facendo l’Iran: l’Italia nei fatti disattenderebbe il TNP (Trattato di Non Proliferazione, sottoscritto il 1-7-1968 ed entrato in vigore il 5-3-1970, che “proibisce agli stati firmatari che non disponessero di armamenti nucleari (stati non-nucleari), di ricevere o fabbricare tali armamenti o di procurarsi tecnologie e materiale utilizzabile per la costruzione di armamenti nucleari”
Naturalmente anche l’uranio impoverito, tristemente noto, troverebbe il suo impiego militare o nella migliore delle ipotesi nel “civile impiego negli aerei”.
Siamo alla follia pura!! La follia di una scelta che appare chiaro nel nuovo testo: l’uso ed il governo totalmente militare del nucleare.
Il ddl, oltre ad essere ora anche in contrasto con il TNP, resta chiaramente incostituzionale per il punto f) sempre dell’articolo 25 “ determinazione delle modalita` di esercizio del potere sostitutivo del Governo in caso di mancato raggiungimento delle necessarie intese con i diversi enti locali coinvolti, secondo quanto previsto dall’articolo 120 della Costituzione” . L’articolo 117 della Costituzione è chiarissimo “sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: … produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. Per quanti sforzi si possano fare non si riesce minimamente a capire il richiamo all’articolo 120 della Costituzione che è tutta altra cosa: “Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell'unità giuridica o dell'unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali”.
Siamo certi che nella discussione alla Camera della legge e, se dovesse essere approvata nella verifica di costituzionalità e di rispetto degli impegni internazionale dell’Italia da parte del Presidente della Repubblica, saranno a decidere tali fondamentali questioni.

La ricostruzione è possibile - l'esempio di Dresda


Il simbolo della rinascita di Dresda è certamente la Frauenkirche (la chiesa di Nostra Signora) inaugurata il 30 ottobre 2005 in presenza di Gerhard Schröder, di Angela Merkel e del presidente della Repubblica Horst Köhler davanti a quasi 100.000 persone.

Anche se è costato ben 130 milioni di euro, l'edificio ha suscitato un immenso entusiasmo, con circa 600.000 doni inviati da privati, aziende e istituzioni, per un totale di 100 milioni di euro. Prova che la gente si nutre anche di simboli...


Questo progetto di ricostruzione non riguarda soltanto un monumento emblematico, mira in realtà tutto il centro storico di Dresda, impresa che sembrerebbe inconcepibile altrove in Europa. Contrariamente a Berlino, alla fine della guerra era stato deciso di ricostruire Dresda come era prima, ma per mancanza di denaro e per ideologia, l'ex RDT non aveva potuto realizzare questo progetto. Per più di 45 anni, fino alla caduta del muro, il centro di Dresda restò allo stato di rudere.

La ricostruzione a partire da questo mucchio di calcinacci è stata possibile solo grazie ad una logistica informatica fra le più sofisticate: il 44% delle pietre originarie della Frauenkirche sono state rimesse al loro posto. La chiesa offre ora un aspetto contrastato di pietre di un bel color panna e zone scure o a scacchi. Non che le pietre nere antiche fossero state arse dalle bombe incendiarie o sporcate dall'inquinamento, ma il fatto è che il grès sassone, ad alto tenore in ferro, ha la caratteristica di annerirsi con il tempo. Da qui l'aspetto tenebroso e fantastico della maggior parte dei monumenti della città, dallo Zwinger alla Cattedrale.

Mentre la Frauenkirche diventa sempre più scura col tempo, il Kulturpalast (Palazzo della Cultura) dell'ex Germania dell'Est ha ritrovato tutto il suo splendore, di un bianco scintillante.


L'altro grande appuntamento mediatico di Dresda ha luogo con l'inaugurazione della Grünes Gewolbe (Volta Verde), la sala del tesoro del Castello Rinascimentale (1530).

Come il 75 % della città, il Castello fu distrutto durante i bombardamenti inglesi, nella notte dal 13 al 14 febbraio 1945.

La parte restaurata negli anni sessanta è già patinata e quasi nera, mentre proseguono i lavori di rinnovamento, in particolare nel cortile interno, coperto di decorazioni in sgraffito, nello stile rinascimentale italiano.

Se le facciate esterne del castello sono una ricostituzione all'antica, le sale interne che riceveranno le collezioni d'arte del tesoro reale sono invece di concezione decisamente contemporanea. Sole eccezioni, le sale del pianterreno, fra cui la famosa Grünes Gewolbe, che saranno rifatte come erano nel 1723 quando Augusto il Forte le fece sistemare per accogliere i più bei pezzi del suo tesoro.

Il 92% dei contratti sono stati firmati con aziende regionali per via della qualità dei restauratori, degli artigiani e degli scultori locali che sono riusciti persino a far rinascere antiche tecniche artigianali.


Se l'Alstadt (la città vecchia) è un allestimento teatrale popolato di turisti, il cuore pulsante della città è la Neustadt (la città nuova) sull'altra riva dell'Elba. Il nome inganna poiché questa «città nuova», in gran parte risparmiata dai bombardamenti del 1945, ha conservato i suoi quartieri risalenti alla fondazione dell'Impero tedesco dopo il 1870. Un habitat degradato durante il comunismo, che coesiste a volte con costruzioni e abitazioni popolari della stessa epoca, ma che è progressivamente restaurato e abitato da una popolazione trendy e giovane, fermento della vita notturna.

lumachine


Legale nel sociale

“[…] rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”

(art. 3 Costituzione della Repubblica Italiana).

21 lug 2009

i monumenti si stanno sbriciolando

di Gianfranco Cerasoli su Il Capoluogo,21 luglio 2009

L’avevamo denunciato sin dall’inizio oggi ne abbiamo la conferma ulteriore, il patrimonio culturale della città di L’Aquila e della sua provincia si sta sbriciolando giorno per giorno.

Ad ogni scossa cade sempre più un pezzo del Forte Spagnolo il Monumento simbolo della città di L’Aquila e a seguire tutti gli altri beni da quelli di proprietà pubblica a quelli di proprietà privata.
La passerella dei grandi in occasione del G8 ha dimostrato che l’operazione denominata “lista di nozze” è stata un fallimento poiché dei 45 beni da adottare per un importo di quasi 450 milioni di euro le risorse promesse sono pochissime e di queste solo talune sono state formalizzate:
• Complesso monumentale di Collemaggio e Basilica di Collemaggio la cassa di risparmio e la Fondazione per un importo di 2 milioni di euro a fronte dei 16 necessari;
• Per il Complesso Monumentale e Chiesa di san Pietro a Coppito occorrono 1.550.000,00 milioni , c’è l’interesse del Comune di Trieste ma non c’è alcuna somma indicata;
• Per il Complesso Monumentale e Chiesa di Santa Maria Paganica occorrono 4.500.000,00 milioni , c’è l’interesse del Governo americano ma senza alcuna somma indicata;
• Per il Complesso Monumentale e Chiesa di Santa Maria del Suffragio detta delle Anime Sante occorrono 6.500.000,00 milioni, c’è l’interesse formalizzato del Governo Francese per la metà dell’importo;
• Per il Complesso Monumentale e Chiesa di San Marco occorrono 3.200.000,00 milioni , c’è l’interesse della Regione Veneto formalizzato per 200.000,00;
• Per il Complesso Monumentale e Chiesa di San Domenico occorrono 9.000.000,00 milioni , c’è l’interesse formalizzato del Provveditorato alle Opere Pubbliche di Abruzzo e Sardegna per l’intero importo;
• Per il Complesso Monumentale e Chiesa di Sant Agostino occorrono 6.000.000,00 milioni , c’è l’interesse del Governo Giapponese ma senza alcuna somma indicata;
• Per la Fortezza Spagnola occorrono di più di 50.000.000,00 milioni , c’è l’interesse del Governo Spagnolo per l’intero importo ma senza alcuna formalizzazione;
• Per il Complesso Monumentale e Chiesa di San Bernardino occorrono 36000.000,00 milioni , c’è l’interesse formalizzato del Provveditorato alle Opere Pubbliche di Abruzzo e Sardegna per l’intero importo;
• Per Palazzo Ardinghelli occorrono 3.400.000,00 milioni , c’è l’interesse del Governo Russo ma senza alcuna somma indicata;
• Per Palazzo Branconi occorrono 2.500.000,00 milioni , c’è l’interesse della cassa di Risparmio per l’intera somma indicata;
• Per Palazzo e Torre Margherita occorrono 4.800.000,00 milioni , c’è l’interesse del Governo Cinese ma senza alcuna somma indicata;
• Per Palazzetto dei Nobili occorrono 900.000,00 euro , c’è l’interesse del Governo Cinese ma senza alcuna somma indicata;
• Per il Teatro Stabile occorrono 2.400.000,00 milioni , ad oggi sono disponibili solo 100.000,00 da parte di Enrico Brignano e si aspetta di vedere le somma che metteranno a disposizione l’unione cavalieri del lavoro e quanto produrrà la raccolta del disco 21.4.;
• Per l’Oratorio Sant Antonio da Padova occorrono 1.000.000,00 euro , c’è l’interesse del Governo Australiano ma senza alcuna somma indicata;
• Per la Chiesa ed Oratorio di San Filippo occorrono 1.450.000,00 euro , c’è l’interesse del ICS ma senza alcuna somma indicata;
• Per la Chiesa della Concezione di Paganica occorrono 1.300.000,00 euro , c’è l’interesse di una raccolta di fondi tramite l’asta stilista Ciambella di Milano ma senza alcuna somma indicata;
• Per la Torre Civica di Santo Stefano di Sessanio Padova occorrono 800.000,00 euro , c’è l’interesse della rivista Abc Abruzzo e Sextantio srl ma senza alcuna somma indicata;
• Per il Complesso Monumentale e Chiesa di San Clemente a Castiglione a Casauria occorrono 1.630.000,00 milioni , c’è l’interesse formalizzato del World Monument Found per la somma indicata;
• Per la Chiesa di Onna occorrono 1.136.380,31 milioni , c’è l’interesse formalizzato formalizzato dalla Germania per la somma indicata;
• Per la Fontana delle 99 Cannelle c’è l’interesse del Fai ma senza alcuna somma indicata;
• Per la Casina delle Delizie Branconio c’è l’interesse del Credito Sportivo ma senza alcuna somma indicata;
• Per Porta Napoli c’è l’interesse dell’Associazione Antiquaria Italiana ma senza alcuna somma indicata;
• Per la Chiesa di Santa Maria Assunta a Paganica Napoli c’è l’interesse del Ministero della Difesa ma senza alcuna somma indicata;


Il Vicecommissario per i beni culturali Luciano Marchetti, il Direttore Regionale Anna Maria Reggiani , i Soprintendenti Galletti e Reggiani sono stati lasciati soli a fronteggiare una situazione drammatica che lo stesso Consiglio Superiore aveva denunciato attraverso l’approvazione della mozione lo scorso 24 giugno.

Ricordo i punti che furono approvati all’unanimità:
 Vanno trovate immediatamente le risorse per la ricostruzione e per gli interventi sul patrimonio culturale che ad oggi dopo le ulteriori scosse ha bisogno di una cifra che supera di gran lunga i tre miliardi di euro.
 Gli interventi sull’intero centro storico sono urgentissimi poiché la città di L’Aquila torni a vivere .
Va trovato immediatamente uno spazio che consenta di riallestire un Museo provvisorio della città di L’Aquila che veda la presenza dell’Elephas Meridionalis, del Patrimonio storico artistico e dell’archeologia perché esso rappresenta l’identità culturale degli Aquilani e non solo.

Ad oggi il vicecommissario sta operando a suo rischio personale al pari del Direttore Regionale poiché rispetto alla somma necessaria non ci sono assolutamente le risorse per continuare a fare i puntellamenti e la messa in sicurezza del patrimonio che sono l’unica cosa possibile.
Stanno lavorando facendo debiti e sono numerose le imprese che stanno reclamando il pagamento di quanto hanno sin’ora realizzato.
Ma la cosa più grave è che nessuno si rende conto tranne gli operatori del settore che il patrimonio culturale rischia, anzi oggi e ancor più compromesso , di non poter essere più recuperato.
Il Ministro Bondi aveva promesso , tramite i fondi della Protezione Civile 50 milioni di euro, ad oggi non è arrivato NULLA!
Il patrimonio dei privati del centro storico sta ancora peggio di quello pubblico e nessuno se ne occupa con il rischio anche qui di danni irreversibili.
Per questo richiamo la responsabilità del Governo del Ministro Bondi colpevolmente assente affinchè diano risposta alla città di L’Aquila.
Lo sciame sismico continuerà per molti mesi ed il patrimonio di L’Aquila non ci sarà più ma tutti devono sapere di chi è la colpa.

Né zone rosse, né zone franche

dall'intervento di Maurizio Donato al Forum per la ricostruzione sociale tenuto il 7 luglio al 3e32.

Di quale realtà questa crisi è lo spettacolo?
Tra i tanti tentativi messi in atto per delegittimare le ragioni del conflitto sociale in questi giorni, il più subdolo, ma anche il più sciocco, consiste nel cercare di mettere i comitati locali contro chi manifesta contro i presunti padroni della terra. E’ una provocazione evidente, testimoniata dalle parole del portavoce del governo che ha dichiarato da subito che con tale scelta «avrebbe voluto vedere con che cuore si sarebbe potuto manifestare a L’Aquila». Proprio perché abbiamo ancora un cuore e un cervello siamo qua, abruzzesi ma non solo, per analizzare – provando a renderlo esplicito – il legame stretto che esiste tra la gestione del post-terremoto e le più generali tecniche di governance di un capitalismo fallito e che si vorrebbe salvare con le risorse pubbliche pagate dai lavoratori e sottratte all’ambiente.

Il modo in cui il governo italiano sta affrontando il terremoto de L’Aquila interessa tutti proprio perché rappresenta la modalità normale con cui il capitalismo gestisce da alcuni anni a questa parte eventi eccezionali come terremoti, carestie, guerre, crisi economiche. Esproprio dei poteri decisionali delle comunità locali, militarizzazione del territorio, centralizzazione del comando nelle mani di organismi non elettivi: è la pratica dello stato di eccezione, diventato norma anche in un paese come l’Italia in cui lo stato di emergenza è stato dichiarato centinaia di volte,.......
....... per i rifiuti in Campania, per l’attraversamento di mezzi pesanti nella città di Messina, per la messa in sicurezza del Gran Sasso, per la guerra in Iraq, per «lo straordinario afflusso di extracomunitari», in ultimo per Viareggio.

E’ la legge istitutiva della Protezione civile [n° 225 del 24 febbraio 1992] che autorizza l’attribuzione di poteri speciali al capo della Protezione civile in relazione a «calamità naturali, catastrofi ed altri eventi che, per intensità ed estensione, debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari».
Si tratta evidentemente di un testo di legge che , legando la straordinarietà non già all’evento, ma ai mezzi e poteri in grado di fronteggiarla, lascia volutamente nel vago i possibili ambiti di applicazione introducendo un notevole margine di discrezionalità nell’applicazione di una norma che si configura come la classica eccezione sovrana.

Gli spazi delle città e i tempi della vita quotidiana dei suoi abitanti vengono, con il pretesto degli eventi eccezionali, ridisegnati in una cornice emergenziale in cui nuove strutture di potere – nel caso italiano il Dipartimento della protezione civile – si assumono il compito di dettare legge sui comportamenti di persone non più considerate soggetti di diritti, ma sudditi oggetto di misure di disciplina e/o vittime da assistere e controllare, naturalmente nel loro interesse.
Il modello che viene fuori dalla gestione degli eventi eccezionali è un mix di militare e aziendale, composto da zone rosse e zone franche, divieti di organizzazione e di espressione del dissenso, assieme a pratiche economiche totalmente sottratte ai normali controlli di gestione.
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E’ una trasformazione radicale dei vecchi dispositivi tipici della democrazia rappresentativa, messi da parte in nome di una nuova logica in cui il governo è sostituito dalla governamentalità, quasi che il governo degli uomini dovesse venire assimilato a quello delle bestie, da cui in ultima analisi il termine prende la sua origine.
E’ l’intera struttura del dominio nel mondo occidentale che ritrova nel suo periodo di decadenza tracce del capitalismo delle origini, a partire dai meccanismi di accumulazione originaria che oggi come prima di due secoli fa tornano o continuano a basarsi sulla rapina delle risorse del Sud del mondo, sullo schiavismo, sulle guerre, sul neocolonialismo, sull’emigrazione.
Per cercare di giustificare queste modalità disumane in cui si presenta oggi l’imperialismo, un contesto in cui, a fronte di uno sviluppo senza precedenti delle forze produttive che consentirebbero al settore agricolo di sfamare il doppio della popolazione mondiale un miliardo di persone muore ancora di fame, non basta più la narrazione – tipica degli anni ’80 e della prima metà degli anni ’90 – basata sul refrain «ce la puoi fare», «tutti possono diventare imprenditori», o cose del genere.
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Sul piano macro, il non ottemperare ai diktat dell’imperialismo ha significato aggressioni militari ai paesi magari ricchi di risorse, di infrastrutture, con una classe operaia combattiva, ma restii a farsi dettare l’agenda dal Fondo monetario internazionale: guerre, a cui i governi italiani hanno partecipato e continuano a partecipare come nel caso dell’Afghanistan, un paese che non ha mai con tutta evidenza né attaccato né minacciato l’Italia e che però è invaso da truppe straniere comprese quelle italiane che si trovano lì fuori e contro la Costituzione ridotta a carta straccia.
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In realtà non sono i paesi cosiddetti «in via di sviluppo» che non ce la fanno, visto il paradosso per cui il risparmio mondiale si forma oggi al Sud: sono loro che non ce la fanno, il G8. Ma loro si autoassolvono, si salvano con le risorse pubbliche e si perdonano.

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Da questo punto di vista, i campi de l’Aquila, così come le nuove tendopoli che sorgono nelle città americane, rappresentano solo l’ultimo esempio di modelli di sperimentazione sociale con il pretesto dell’emergenza il primo dei quali è rappresentato dai campi profughi palestinesi la cui tragedia comincia nel 1948 e che in questi mesi vede la ricostruzione di Gaza materialmente impedita dall’esercito di Israele che vieta l’entrata nella striscia non solo alla solidarietà internazionale, ma anche ai carichi di cemento.

La logica dell’emergenza agisce grazie a dispositivi di governance in cui il ruolo della comunicazione è centrale. Anche in questo caso il copione recitato dai mezzi di disinformazione a proposito del terremoto è stato scritto in precedenza, con in più quel tocco di cafonal in stile Fininvest che caratterizza il caso italiano.
La gestione mediatica degli eventi eccezionali si alimenta di miti, uno dei quali è quello per cui un disastro come un terremoto o una crisi economica è certamente un evento negativo, ma «anche un’opportunità da sfruttare», evitando accuratamente di aggiungere per chi.

Nel nostro caso l’opportunità sarebbe rappresentata dal G8, ma gli abitanti de L’Aquila che vivono il terremoto e non assistono al suo spettacolo hanno avuto ben presto l’intelligenza di capire che – ad oggi – i lavori di preparazione del circo G8 hanno avuto come unico effetto visibile quello di rallentare i lavori di ricostruzione. Altri effetti per così dire collaterali riguardano la militarizzazione del territorio, anche questa più che visibile, e l’aggiudicazione di appalti miliardari sottratti alle normali procedure, più opachi, ma gestiti dalla stessa consorteria aziendal-militare che prospera attorno alla Protezione civile.
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Ma non solo. La natura di un evento eccezionale come una crisi economica o un terremoto è altresì in grado di rivelare, in filigrana, la cartografia di rapporti di potere spesso resi opachi nelle situazioni «normali». Si sa più e meglio chi ha costruito la tal casa, l’ospedale, chi non ha vigilato sulla casa dello studente, e quest’informazione diffusa nelle comunità può produrre, come sta accadendo nel nostro caso, una presa di coscienza, la nascita di aggregazioni nuove, la possibilità di conflitti e di controllo sociale, e allora la macchina del controllo informativo spettacolare si deve mettere in moto per disinnescare la mina cercando, da un lato, di depotenziare i conflitti dividendo il fronte di chi resiste, per esempio mettendo la comunità contro i ‘forestieri’, dall’altro cercando di restaurare la fiducia scossa nelle istituzioni in ogni modo possibile.
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Non ricostruire il centro storico di una città vuol dire minare alla radice l’anima di una comunità, questo è ben chiaro a tutti, mentre – forse – meno evidente è il modo in cui le relazioni sociali determinano il destino di chi viene maggiormente colpito dagli eventi eccezionali, i cui danni si distribuiscono lungo linee di frattura definite dalla classe di appartenenza, dalla razza, dal genere, dall’età.
Non è vero che un evento eccezionale unisce solo: questo accade all’inizio, poi le relazioni sociali e di potere, in assenza di un protagonismo sociale consapevole, non solo riemergono, ma spesso si rafforzano, così come dalle crisi economiche emergono pochi grandi gruppi economici e finanziari che rappresentano un grado maggiore di centralizzazione del capitale.
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Gli «specialisti del dolore» spiegano che ci sono delle fasi nella sequenza del «post-disastro», ma non si tratta solo di dinamiche psicologiche o individuali. Si tratta, per il potere, esattamente di sventare il pericolo rappresentato dalla messa a nudo dei rapporti sociali. Quando si verifica una catastrofe, la comunità colpita tende immediatamente a unirsi, e allora si tratta di dividerla, spesso con i soldi, se è poi una comunità «tosta» che intende far valere le proprie ragioni e i propri diritti, il problema per il potere è disinnescare questa mina. Rassicurando e re-imponendo l’ordine.

L’imperativo è evitare i conflitti sociali. A questo servono i provvedimenti di emergenza. A questo serve la ricerca di un capro espiatorio. A questo il ruolo di ‘salvatore’. In questo mito che ritorna, sempre uguale e sempre diverso, cambiano solo i nomi degli attori, non il dispositivo.

Nel caso della crisi economica il ruolo dei salvatori/pompieri viene oggi giocato dalle banche, lo stesso soggetto paradossalmente accusato pochi mesi prima di averla causata la crisi. Colpevoli, poi salvati [perdonati?], infine gratificati con un maggior potere di controllo e vigilanza su… su sé stessi.
La credibilità del potere sta a zero, altrimenti non si spiegherebbe la scelta di celebrare il G8 dei falliti facendosi scudo delle popolazioni de L’Aquila.
Un G8 consumato tra le macerie che spende più di tremila miliardi di dollari per salvare banche e imprese fallite mettendo sotto ipoteca ogni possibilità di spesa sociale per i prossimi anni è la migliore metafora del capitalismo che potessero inventarsi.

Gestione discariche

http://www.asca.it/regioni-TERREMOTO__GESTIONE_MACERIE__CIALENTE_PENSA_AL_GENIO_MILITARE-412522--1.html

L'Aquila - dieci domande a....

http://versolaquila.wordpress.com/2009/07/21/10-domande-a/

20 lug 2009

Afghanistan, morire da alleati



IN PARTENZA DA KABUL - La notizia della morte del parà italiano sul fronte sud-occidentale afgano giunge inattesa solo a chi non ha ben presente che i soldati italiani, in Afghanistan, stanno combattendo una guerra. Non più come 'truppe di riserva', com'è stato negli ultimi anni, bensì come forze combattenti al pari di statunitensi, britannici e canadesi. Da quando, all'inizio della primavera, il governo Berlusconi ha schierato in Afghanistan i paracadutisti della brigata 'Folgore', rimuovendo tutte le limitazioni operative in vigore dal 2001, le truppe italiane sono penetrate in territorio nemico, lanciando un'offensiva volta a strappare ai talebani il controllo della provincia sud-occidentale di Farah, nel tentativo di arginare la loro avanzata verso il nord-ovest dell'Afghanistan. Primo obiettivo: la riconquista della strada 517, l'unica che collega il capoluogo provinciale, Farah City, alla 'Ring Road', la statale circolare che collega tutte le città del Paese. E' proprio sulla 517 che è avvenuto l'agguato di oggi. Da maggio, per 'mettere in sicurezza' questa strada, le truppe italiane stanno combattendo senza sosta nel distretto di Bala Buluk con carri armati e elicotteri da guerra, uccidendo guerriglieri talebani e, a quanto pare, anche qualche civile. Come lo scorso 13 maggio, quando nel villaggio di Pasht-e-Rod, un contadino è stato ucciso dal fuoco di mitraglia di un blindato su cui i residenti dicono di aver visto la scritta 'Italia'. "Prima la gente di qui vedeva di buon occhio i soldati italiani perché aiutavano la popolazione - racconta a Peacereporter Bilquees Roshan, consigliera provinciale di Farah - ma ultimamente le cose sono cambiate". Anche gli attacchi della guerriglia talebana contro le nostre truppe sono aumentate esponenzialmente negli ultimi due mesi. "E' normale", ci spiega da Herat il maresciallo Marco Amoriello. "Da quando la nostra attività è aumentata nelle zone più a rischio, i nostri uomini sono maggiormente esposti ad attacchi". E ancor di più lo sono da quando molti talebani, in fuga dalla grande offensiva Usa nella vicina provincia di Helmand, sono fuggiti nella più 'tranquilla' provincia di Farah. Il maresciallo Amoriello liquida questa relazione come "elugubrazioni senza senso", ma pochi giorni fa questa realtà era stata denunciata dal comandante provinciale della polizia di Herat, generale Esmatullah Alizai, il quale aveva anche detto che il comando militare italiano si era lamentato per questo spiacevole effetto dell'operazione statunitense in Helmand. Era da tempo che i nostri alleati chiedevano all'Italia di "fare la sua parte" nella guerra in Afghanistan. Morire fa parte della guerra.



La ricostruzione è possibile - l'esempio di Varsavia


La storia di Varsavia ricalca quella della mitica fenice, sorta e risorta dalle ceneri innumerevoli volte. Nella sua storia si alternarono periodi di florida ascesa, quando fu spostata la capitale da Cracovia e la città prosperava lungo la via dell’ambra verso il mar Baltico, a periodi d’abbandono e distruzione, come quella per opera degli svedesi verso la metà del XVII sec, passando per il dominio zarista e finendo con la recente occupazione nazista.
La città vecchia, come il resto della città, è stata completamente ricostruita. La storia è purtroppo quella di uno sterminio di massa, sia della popolazione sia delle abitazioni.
Durante l’Insurrezione di Varsavia del 1° agosto 1944, i nazisti deportarono e uccisero quasi la totalità delle persone. Dopo pochi giorni evacuarono i superstiti e la città fu letteralmente rasa al suolo, distruggendo più dell’80% della sostanza materiale urbana.

In una quindicina d’anni Varsavia rinacque: la città vecchia è stata ricostruita come prima utilizzando le pietre originali, quando possibile.
Varsavia non è solo guerra, lo dimostra l’affascinante centro storico, completamente pedonale, inserito da molti anni nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Come il resto della città è stato interamente ricostruito con una cura e un amore strabilianti.


L’interno del castello è molto interessante e, tra le attrattive maggiori, la sala del Canaletto con 22 vedute di Varsavia. Queste ultime furono fondamentali per la ricostruzione della città, essendo di una chiarezza e precisione quasi fotografiche.

Oggi si può godere un panorama fantastico su tutta la città nuova, seconda solo a Berlino in fatto di cantieri e febbrile attività edilizia, e quella vecchia.
E' possibile visitare un’ampia mostra fotografica che evidenzia nel modo più chiaro possibile la situazione dell’immediato dopoguerra fino alla ricostruzione certosina avvenuta negli anni a seguire.

19 lug 2009

Tutti ji nummeri deju decretu

Spese, Spese autorizzate e copertura di LupoBianco

Doppu aver lettu tuttu ju decretu e la relazzione tecnica de supportu cerchemu de fa na' vista generale puntu pe' puntu. Pe' vedello tutti 'nzieme pure pe' quiji de fore semo fattu tradurre tuttu in italianu. Se lassemo pè' noiatri solo ji commenti. Stà parte é sottu certi aspetti noiosa ma serve pè capì l'inzieme. Passemu aji fatti e quindi all'italianu.

Di seguito si riporta quanto evinto dal decreto per l'Abruzzo approvato definitivamente (Ddl Camera 2468) che per brevità indicheremo come DDL, integrato con commenti e con quanto presente nella Relazione tecnica dl sisma Abrruzzo presente nel sito www.tesoro.it che indicheremo come RelTec.Si riporteranno le voci di spesa, quelle autorizzate e le coperture finanziarie presenti nel decreto.
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Individuazione delle spesea
rt2comm13 - Spese per costruzione delle casette complete di espropri, occupazioni e opere di urbanizzazione. Cioè nei 700 milioni si ritrovano tutte le spese sia degli appalti che di quanto occorrerà per il pagamento dei terreni. E' da capire cosa succede ai pagamenti dei terreni se la quota di spesa di questi raggiunge quanto predisposto. Un primo segnale negativo viene dal decreto stesso. Infatti occorre mettere in evidenza che in deroga a quanto stabilito si prevede che la valutazione terrà conto delle destinazioni urbanistiche antecedenti la data del 6 aprile 2009. Questo in difformità alla normativa vigente come riporta lo stesso decreto. Cioè gli espropriati sono quasi terremotati due volte. Il concetto di proprietà privata e relativo compenso in caso di espropriazione per necessità sembra sfumare nel nostro governo quando questo riguarda i privati cittadini.
art3com3 Spesa per il pagamento dell'intervento di Fintecna S.p.a. (o di società controllata) da questa stessa indicata, per la sola parte di un'eventuale richiesta da parte delle persone che lo richiedono per il supporto alla stipula del contratto di finanziamento e nella gestione del rapporto contrattuale. Stimando uno stipendio di 3000 euro comprensivo degli uffici è come se ci fossero attualmente più di 50 persone di fintecna che già dal 6 aprile stanno aiutando gli aquilani e lo faranno sino al 2012. Sarebbe opportuno avvisare i cittadini dove sono posti tali uffici sia per l'aiuto ma anche nell'ottica della trasparenza dei 2 milioni del 2009 e parimenti per gli anni successivi.
art3com6 Spesa per la concessione di contributi a fondo perduto per i contributi la ricostruzione o riparazione di immobili.
E' da notare che il decreto assicura le entrate del governo ma non le proprietà e redditi delle singole persone. In maniera similare alla valutazione degli espropri riporta all'art 3 comma 1 c) riguardo le spese e tasse:"l'esenzione da ogni tributo, con esclusione dell'imposta sul valore aggiunto, e diritto degli atti e delle operazioni relativi ai finanziamenti ed agli acquisti di cui alla lettera a) inclusi quelli concernenti la prestazione delle eventuali garanzie personali o reali, nonché degli atti conseguenti e connessi e degli atti di cui alla lettera c), con la riduzione dell'ottanta per cento degli onorari e dei diritti notarili"
art4comm5 Riporta le spesa per avviare la ripresa delle attività scolastica. Dalla RelTec si evince che circa 1.000.000 é per il recupero dei laboratori nel 2009. Il resto sono maggiori spese che si avranno nella voce del personale. Cioè nel decreto non sono presenti voci per la ricostruzione scolastica (mobili e immobili) che si spera siano presenti in altre parti.
art6comm4 Quota per la sospensione e proroga di termini di un insieme di entrate.
art7com1 Spesa da corrispondere al personale delle Forze armate per l'assistenza delle popolazioni sino al 31 dicembre 2009. In tale voci dovrebbero rientrare anche l'art2com10 relativo al reperimento da parte del commissario delegato di immobili non utilizzati nonchè il pagamento di quattro vice commissari nominati al fine di coadiuvare il Commissario delegato nell'esercizio delle proprie funzioni. Per trasparenza, se nominati, occorrerebbe individuare i quattro vice commissari e la quantificazione di quanto sarà il loro pagamento nonchè le attività che stanno effettivamente svolgendo.
art7com2S pesa da corrispondere al personale del Corpo dei vigili del fuoco e delle Forze di polizia per l'assistenza delle popolazioni sino al 31 dicembre 2009.
art7com3 Spesa per la prosecuzione dell'intervento di soccorso in aggiunta a quanto previsto dal comma 2.art7com4bis
Spesa, al fine di assicurare la piena operatività del servizio nazionale di protezione civile e corpo nazionale vigili del fuoco, per il potenziamento delle esigenze operative. A valere sulle maggiori entrate derivanti dal presente decreto.
art8com3Spesa per il supporto ai lavoratori imprese e famiglie. Fra questi risultano la proroga dell'indennità ordinaria di disoccupazione, l'indennizzo in favore dei collaboratori coordinati e continuativi etc. A tale voce fa anche parte l'esenzione dal pagamento del pedaggio autostradale per gli utenti residenti. L'Articolo in modo testuale riporta:"l'esenzione dal pagamento del pedaggio autostradale per gli utenti residenti nei comuni di cui al comma 1 in transito nell'area colpita fino alla data del 31 dicembre 2009. A tale fine è autorizzata la spesa complessiva di 10 milioni di euro a valere sulle risorse di cui all'articolo 14 comma 1."Facendo riferimento a tale articolo e alle notizie di pagamenti richiesti alle persone viene da chiedere se per uno stesso passaggio l'azienda per il pagamento si rivolge al solo utente o doppio utente e governo. Anche in caso di errori é da capire se verranno restituiti anche i relativi interessi e eventuali danni agli utenti. Se un conto corrente é al limite gli interessi sul rosso non sono trscurabili per l'utente. da valutare quanto invece sono trascurabili gli interessi sulle cifre raccolte a conto utente per il periodo nel quale sono trattenute. Anche se successivamente queste saranno restituite agli utenti stessi.art11com1Spesa per l'istituzione di un fondo per la prevenzione del rischio sismico.

Picculu commentu sulle spese
Ecco ve semu reportatuu na' breve descrizzio' di tutte le spese priviste negliu decretu. Leggetele co' attenzio' e scoprete che la recustruzziò vera pesa pe' ju 55%. Cioè gli decretu pè ju 46% nun è ricostruzzio'.
E' o emergenza o pe atre cose che serveno in generale ma non pe' L'Aquila, ne' pe' l'emergenza ne' pe la recustruzzio'.
Caruccio é j'urdimu articulu art11com1 é nu funnu che nun é pe' L'Aquila che pesa 965 milioni cioè ju 17% di tutte le spese autorizzate.
Mo' diranno che questu é nurmale neji decreti allora dicete pure le vere cifre che vanno a L'Aquila e no che ji appioppete tuttu ju totale.
Neji atri casi nun se ci facea casu perche le cifre de nun interesse eranu na frazzio' minima deju totale e no' quasci la metà come pe' L'Aquila.

Totale spese Tale colonna riporta la somma delle spese così come riportate precedentemente.S pese Autorizzate art18com1 Riassunto delle spese autorizzate riportate precedentemente e descritte nei vari art_com_ oggetto di copertura finanziaria così come riportato nel decreto stesso.Copertura finanziariaart18com1ariduzione del Fondo di cui all'articolo 5, comma 4, del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126. Per dirlo in altro modo questo era il fondo presente nella legge inerente le disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie.art18com1briduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 22, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalle legge 28 gennaio 2009, n. 2. Per capire di cosa parlava tale legge basta riportare uno stralcio della descrizione:"misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale"art18com1cRisorse provenienti dalla rivisitazione delle spese sulla sanità tra cui la rivisitazione in ribasso (limitato temporalmente) dei prezzi dei farmaci equivalenti.art18com1dRisorse provenienti delle maggiori entrate del presente decreto. Queste riguardano essenzialmente maggiori entrate provenienti da giochi siano essi tradizionali (gratta e vinci, lotto, super enalotto etc..) che quelli recenti on-line.

Picculu commentu sulla copertura Nu' pè fa critiche ma j'urdimu articulu della copertura finanziaria pesa ju 82% di quessa. Cioè la ricustruzziò é legata aju giocu pe ju 82%. Le atre voci nun fannu atru che pija ji sordi penzati pè cupri' atri poeracci. Speremo solo che nun serveno chiu.
Senno' non facemo atru che spostà ji stessi sordi da' n'emergenza a n'atra a seconna de do stà l'attenzio quiju minuto.
Come di': ve facemo vedè che risorvemo subbitu tuttu, ma appena ve girete.... Bella pubblicità pe' quiji che nun tingu ju problema. quisti sannu che se risortu tuttu. E' sempre statu poeracciu chi te ju problema. Però mo' che ju governo ji fa pure vede ju miraggiu de na pussibile suluzzio' invece che la soluzzio......Mo' quacchidunu dirà che stemo a remà contru solo pe' ave' lettu nu decretu come quannu so ittu che quistu icea che ci voleno 24 anni. Mo quacchidun'atru dirà che ju governu ha riprumissu n'atra ote che ci penza isuu. Daju 6 aprile ci stea a penza'. E issu è riscitu a tirà fore sta "meravija" de decretu. Mo' co questa atra promessa che se stà a repreparà pè novembre? speremo che te' ju coraggiu de cacciaju prima e non doppu le elezzio. E tantu prima da fa sapi' alla gente quello che ci sta entru veramente e no le prumesse. Comunque prima o doppu quiji che so nati a L'Aquila (da nun confonne co' ji aquilani veri che penzeno alla città) so troppo 'mpegnati co' ju colore puliticu, a nun 'nterssasse pero' tutti 'nzieme so preparati co quello che se vede alla tilivisio'. E' spegnetele se caxxe de tilivisio' e facete funzionà ju cervellu....
Nun dicete nemmenu che ju governu ci stà a penzà e a già fattu le casette. Come so' già ittu so certu pure ji che queste arrierannu pure prima co' ji gerani alle finestre e le tilivisio a ripija tuttu. Le prime, secundu me, aji inizzi de settembre e no aju 15. Po' però basta.... La ricustruzzio é n'atru film che se tà ancora inizzia a penza.....Intantu paghete le tasse. me sembra che ju umbri le rinizierannu a pagà n'zieme co gli aquilani. Se stu governu seguita a penzà aji aquilani cusci semo a cavallu...Comunque come aju solitu forse e' ju cerveju me' che nun funziona.
'Nfatti come sempre stu articulu é inutile perchè va contru quello che vunnu la maggior parte deji italiani e deji aquilani in particolare.
Ji aquilani nun vunnu ji fatti vunnu solo la bona pubblicità, se' vistu all'elezzio'. Quinni m'accodo pure ji alla fila e dico vivemu stu beju decretu co' uttimismu. Sempre co' uttimismu ve chiedo: che dicete se ce 'ncuntremu 'nanzi la "madunnina" pe' festeggia ju anniversariu de stu decretu?. E sci fra nu pocu de tempu se ta esse ottimisti pure se emigranti.... Costretti a emigra' perchè nun se' refatta la città. Uttimismu a oltranza... Ji intantu pe' nun sape' ne' legge ne scrie cominciu a prenotà ju risturante a Milanu cusci tenemu tuttu prontu... Però Viva l'uttimismu....

Non è vero che la ricostruzione è a buon punto.

Questa è la prima cosa che va chiarita. di Linda Santilli, 19 luglio su Il Capoluogo

http://www.facebook.com/note.php?created&&suggest&note_id=119614392944


da brainstorming: "questa giornalista di un giornale locale è mille volte più brava e competente degli scribacchini dei "grandi " quotidiani . Un'analisi perfetta e completa ".

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