15 ott 2009

fioraie

la fioraia di piazza Navona
la fioraia di Tor di Quinto
la fioraia di S.Maria in Trastevere


di Nino Mandrici, pittore, scultore, poeta

Il Lodo Guida

di Valerio Evangelisti - il manifesto 8 ottobre 2009

L’assoluzione di Gianni De Gennaro, ex capo della polizia e oggi dirigente del Dis (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza), e dell’ex dirigente della Digos genovese Spartaco Mortola, è una notizia consolante. Opportunamente, rappresentanti sia della maggioranza che della cosiddetta opposizione se ne sono rallegrati.
Un entusiasmo più che giustificato. Dimostra infatti quanto fossero insensate le critiche piovute sul Lodo Alfano. “La giustizia è uguale per tutti salvo che per quattro!” gridavano sguaiatamente i protestatari, alludendo alle quattro massime cariche dello Stato. Ora sappiamo che non è così.
Di “lodi” ne esistono un sacco, di intoccabili ce n’è una folla. Un lodo mai scritto eppure operante è quello che definirei il Lodo Guida, dal cognome del questore in servizio a Milano allorché l’anarchico Giuseppe Pinelli precipitò dalla finestra, nel 1969.
Esso prevede, giustamente, l’impunità quasi totale degli esponenti delle forze dell’ordine nell’esercizio delle loro funzioni. Per meglio dire, totale per gli alti funzionari, parziale per i marmittoni ai loro ordini. L’importante è che nessuno di essi finisca mai in galera, per reati secondari come l’induzione alla falsa testimonianza (era l’accusa gravante su De Gennaro), il depistaggio, la sottrazione di prove, la creazione di prove fasulle, l’omicidio più o meno colposo e altre robette. Giustamente, dicevo.

Le forze dell’ordine, e specialmente gli alti gradi, sono impegnate in compiti delicati, da cui dipende la sicurezza di noi tutti. Sarebbe assurdo distrarre questi uomini dal loro lavoro per costringerli a recarsi in tribunale a perdere tempo, o addirittura recluderli quando le strade d’Italia sono affollate da criminali, fanatici sinistroidi e terroristi. Ecco perché, da decenni a questa parte, si contano sulle dita i quadri della polizia o dei carabinieri condannati per qualche reato commesso su sfondo politico, a parte alcuni straccetti puniti con un trasferimento o con un ritardo nella carriera. Le condanne recenti – peraltro senza grandi conseguenze pratiche – degli agenti che uccisero Federico Aldrovandi o Riccardo Rasman, vanno attribuite all’ignoranza dei giudici, non ancora al corrente del Lodo Guida.

Nel caso specifico, poi, le prove mancavano assolutamente. Guardiamo i fatti. L’ex questore di Genova Colucci chiama in causa De Gennaro per l’irruzione alla scuola Diaz, nel 2001: costui sarebbe stato al corrente di ciò che là avveniva, tanto da mandare sul posto un addetto stampa della polizia, per fornire una versione edulcorata. Successivamente Colucci si smentisce in aula: De Gennaro non sapeva nulla. I pm mettono in relazione il cambiamento di versione con una telefonata di Colucci a Spartaco Mortola: “Ho parlato con il capo (presuntivamente De Gennaro). Devo fare marcia indietro” (cito da La Repubblica).
::
::
Chi di noi non ha mai fatto “marcia indietro”, nella vita? Sta di fatto che il Lodo Guida, sacrosanto e carissimo ai fascis… pardon, al centrodestra, meriterebbe più ampia applicazione. A ben vedere, chi ci dice che Carlo Giuliani non si sia suicidato? Oppure che non sia morto per un “malore attivo”?

13 ott 2009

Costituzione della Repubblica Italiana TITOLO IV LA MAGISTRATURA

http://www.youtube.com/watch?v=X1gm7PTQLTM&feature=player_embedded

Art. 101.La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge.
Art. 102.La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario. Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali. Possono soltanto istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei estranei alla magistratura. La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all'amministrazione della giustizia.
Art. 103. Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi. La Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge. :::
Art. 104. La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
::
Art. 107. I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall'ordinamento giudiziario o con il loro consenso. Il Ministro della giustizia ha facoltà di promuovere l'azione disciplinare. I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni. Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme sull'ordinamento giudiziario.
Art. 108. Le norme sull'ordinamento giudiziario e su ogni magistratura sono stabilite con legge. La legge assicura l'indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del pubblico ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano all'amministrazione della giustizia.
::

manuale...manovale....


cappuccino di Ozieri

il pranzo del contadino

Soffritto di aglio, olio di Sassos e peperoncino;
fagioli borlotti, scamazzati a mestolate,

lumachine barilla,
rosmarino della strisciadigaza

12 ott 2009

parco eolico a is Arenas

Sardegna: protesta per la costruzione di un parco eolico off shore
pubblicatoda Simone Muscas in www.ecoblog.it

In Sardegna è in corso una vera e propria protesta per impedire che venga dato il permesso alla costruzione di un parco eolico off shore. Siamo nella costa occidentale dell’isola, nelle vicinanze del capoluogo della provincia di Oristano, dove sorge una pineta riconosciuta come sito di interesse comunitario e quindi protetto da una serie di vincoli.
Già qualche tempo fa si parlò del sito in questione nelle cronache locali a proposito della costruzione (già eseguita) di un campo da golf. Questa volta però a far balzare agli onori della cronaca l’area di Is Arenas è un gruppo imprenditoriale il quale, aggirando le leggi regionali, ha presentato un progetto per creare un campo eolico off shore costituito da
80 pale da situare a 1 miglio dalla spiaggia.
Secondo il progetto le pale dovrebbero essere alte circa 100 metri sul livello del mare (come un edificio di 30 piani) e verrebbero associate a due cabine di trasformazione (una situata in mare e l’altra a terra) per la cui edificazione, fanno sapere gli oppositori al progetto, verrebbero distrutte vastissime praterie di posidonia che costituiscono oggi un elemento fondamentale di contrasto all’erosione della costa.
Nella giornata di ieri però la giunta regionale isolana si è espressa a sfavore della costruzione del parco, dichiarando come
la Regione Sardegna sia favorevole alle energie alternative, ma non quando, come in questo caso, lo scopo di tutelare l’ambiente verrebbe in pratica tradito dal compimento di un orribile sfregio al paesaggio.
Non si può pensare
, emerge dalle dichiarazioni del presidente Ugo Capellacci, che il mero fatto di produrre energia “pulita” rappresenti una sorta di passepartout per realizzare simili mostri come e dove si vuole. Insomma siamo alle solite: il sito ha infatti una delle migliori ventosità di tutta Italia (ragion per cui la società in questione ha avanzato questo progetto), ma si tratta allo stesso tempo di un luogo oltre che di importante interesse paesaggisto, da sempre meta importantissima dei turisti.
La parola finale spetta però allo Stato il quale, attraverso il Ministero dell’Ambiente e quello per le Attività Produttive, dovrà esprimersi sulla costruzione o meno del parco.

(foto di AdB)

Svezia

Tra il 1990 e il 2006 la Svezia ha ridotto le emissioni di carbonio del 9%, un dato significativamente superiore all’obiettivo fissato dal protocollo di Kyoto e sta godendo di una crescita economica del 44%, a prezzi fissi. La Svezia ha raggiunto questo traguardo, avanzando e realizzando molte idee sensate, come ad esempio quella che prevedeva un teleriscaldamento in ogni città, dove l’acqua calda viene distribuita nelle tubazioni degli edifici in ogni quartiere. In precedenza, questi impianti erano alimentati a carbonio, ma ora l’acqua è riscaldata utilizzando rifiuti provenienti dalla silvicoltura quindi da biomassa.
La Svezia aveva diretto la sua attenzione al riscaldamento elettrico già negli anni ‘80 e, sempre più negli ultimi anni, ha utilizzato pompe di calore che impiegano i 2/3 in meno di energia elettrica per il riscaldamento.
Il biogas, che può essere realizzato con qualsiasi combinazione di componenti di scarto organici: sangue, interiora (e altre parti inutilizzabili dei rifiuti dei macelli), acque di scarico umane e diversi rifiuti di origine animale. Anche il liquore confiscato viene riutilizzato e va a finire in questo “brodo”che viene riscaldato a 70°C per eliminare i batteri anaerobici. Anche se è certificabile, sostenibile e utilizza vecchi e semplici rifiuti, questa soluzione è innegabilmente rivoltante. Il prodotto finale è invece sorprendentemente pulito! E ‘ praticamente inodore, crea una sostanza nutritiva ricca di residui e che può essere utilizzata per diversi scopi, addirittura come terreno o materiale da costruzione e riduce le emissioni di carbonio proveniente dai veicoli, di uno stupefacente 95%.

La Svensk Biogas produce, distribuisce e vende biogas per il trasporto nella parte orientale della Svezia. Ogni anno la compagnia prende 50.000 tonnellate di questo pasticcio e lo trasforma in biogas – carbonio, praticamente neutro.In precedenza tutto questo veniva portato nella discarica, restava lì, imputridiva e creava infiltrazioni di metano”, spiega il Commerciale della Svensk Biogas, Peter Undén.
Nella quinta città più grande della Svezia, Linköping, tutti gli autobus e i camion dei rifiuti, alcuni taxi e il treno funzionano a biogas. La città di Goteborg dispone di una rete di pompaggio nei gasdotti di biogas purificato, destinato alle stazioni specializzate di rifornimento, nelle quali si trova sotto pressione e può essere consegnato ai veicoli che lo richiedono.

http://www.genitronsviluppo.com/2008/11/04/svezia-nord-style-efficienza-energetica-boom-economico-e-superamento-degli-obiettivi-di-kyoto-segreti-e-retroscena-di-unavvincente-politica-economica-ed-ambientale/

.....cambio di stagione

....è ora di far posto in libreria....
...riporre i libri dell'estate....

....grossi affari in corso, per l'utilizzo del mediterraneo, via di comunicazione sempre più importante: 280milioni di abitanti, 1/3 del commercio mondiale, energia e commerci.
A noi ci lasciano la monnezza, le navi di veleni affondate, i disperati che cercano di arrivare sulle nostre coste.
Egitto, Turchia, Libia, Tunisia, Marocco, ma anche Spagna e Francia, nel frattempo fanno fiorenti affari.... il futuro è a sud.

carteggio tra intellettuali francesi, su massimi sistemi, considerazioni sui padri, tolleranza e intolleranza, il potere delle parole....
...difficile essere intellettuali, difficile capirli...

esperienze di un regista-scrittore inglese che va in giro per boschi e valli, nel Suffolk, in Australia, in Kazakistan; tra intagliatori di legno, raccoglitori di noci e costruttori di tetti di fascine; scultori del legno con la motosega, abitanti della foresta, l'origine unica di tutti gli alberi di mele del mondo, notti passate all'addiaccio inseguendo la grande palla di legno.......che coraggio!

Quaranta anni per decidersi a lasciare la città: e intanto vicende di una famiglia ebrea italo-franco-inglese alle prese con le guerre in Egitto, la vita dei ricchi commercianti sempre sull'orlo del tracollo, tra mercati e trafficanti arabi e spiagge incantate, nonne, zii, cugini e nipoti che parlano sei lingue diverse, , e non rinunciano alle loro abitudini borghesi

saggio del mio amico Massimo, di informatica applicata alla psicanalisi , con inaspettato risvolto istruttivo, in materia di ipertesti, racconti "aperti", utile anche per "anziani" bloggisti e internet-nauti

rivisitazione di un delizioso libretto, per capire il senso del diario, il gusto della raccolta di frammenti di vita, dell'auto racconto e del blog come evoluzione multimediale e ipertestuale del diario.

11 ott 2009