22 lug 2014

bricolage (2)

Pesce e paperelle. Omino e donnina. Cerbiatti



(continua)

.... esplorando la Contea (campo Giordano de' Brugiotti)




Fu soprattutto all'inizio del II millennio che l'Europa fu percorsa da una moltitudine di pellegrini "alla ricerca della perduta Patria Celeste". E' noto come tre fossero i poli di attrazione per questa umanità in cammino: Roma, luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo, fondatori della comunità ecclesiale cristiana; la Terra Santa, sede del Golgota, dove si ricercavano i luoghi della passione di Cristo; Santiago di Compostela, estrema punta dell'Europa Occidentale, dove l'Apostolo San Giacomo aveva scelto di riposare in pace. E così l'Europa si trasformò in un grande collettore di strade, sentieri e direttrici, tutti convergenti verso i luoghi di pellegrinaggio. L'accesso a Roma era assicurato dalla strada forse più importante dell'epoca, la via "Francigena" o "Romea" che, proveniente dalle Alpi Occidentali e dalle Regioni Renane, fu percorsa per almeno sette secoli da Sovrani, Imperatori, plebi e religiosi. La Via Francigena, che da Canterbury portava a Roma, è un itinerario della Storia, una via maestra percorsa in passato da centinaia di migliaia di pellegrini in cammino per Roma. A quell'epoca il viaggio non era una semplice avventura, esso portava con sé un aspetto devozionale: il pellegrinaggio ai luoghi Santi della Religione Cristiana. Oggi siamo in grado di ricostruire questo itinerario grazie ad un documento lasciatoci da Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, che nel 994 scrisse, tornando da Roma alla sua diocesi, il diario delle varie tappe toccate durante il viaggio. Non a caso, dopo mille anni, si vuole riscoprire una strada che rappresentò l'unione e la comunicazione tra le varie culture e le idee dei diversi Paesi dell'Europa che oggi vede cadere le barriere, ma che già da allora esprimeva, anche attraverso i cammini lungo la Via Francigena, il desiderio e la volontà di essere unita. Il cammino della Via Francigena attraversava le Alpi in Valle d'Aosta e scendeva dal Piemonte e dalla Lombardia nella pianura Padana, valicava l'Appennino verso Berceto, attraversava la Toscana e il Lazio per raggiungere Roma. Ancora oggi sono rintracciabili sui nostri territori frammenti e memorie di quegli itinerari che fondano la storia d'Europa. Analizzandone una parte, qui indichiamo il percorso e le tappe della Tuscia: da Proceno, stazione di posta, ad Acquapendente, tappa fondamentale per i pellegrini, grazie ad una preziosa reliquia portata dalla Terra Santa, oggi conservata nella cripta della cattedrale; da Bolsena, importante per il ricordo del miracolo del Corpus Domini, a Montefiascone, centro medioevale noto per il suo vino; quindi Viterbo che, sviluppatosi proprio grazie alla Via Francigena, divenne uno dei cardini dell'intero percorso, ricco di ospizi, alloggi e memorie storiche. Il passaggio della Via Francigena per Viterbo pose il problema dell'attraversamento dei Monti Cimini tentato, a seconda dei periodi, a destra e a sinistra del Lago di Vico. Da una parte si incontrava Ronciglione e la chiesetta di S. Eusebio, dall'altra, sono riconoscibili tratti dell'antico percorso tra i boschi di castagno nei pressi dell'Abbazia Cistercense di San Martino al Cimino. Si proseguiva per Vetralla, dove una strada campestre conduceva alla chiesetta di Santa Maria in Forcassi, citata da Sigerico, quindi Capranica, Sutri, Monterosi, per poi abbandonare la Cassia per la Via Trionfale fino a Roma.





http://www.provincia.viterbo.gov.it/turismo/61-itinerari/119-via_francigena.html

20 lug 2014

BRICOLAGE

20 lug
Il generoso lavoro del bambino bantù e della compiacente fatina, rischiava di essere snaturato e irrimediabilmente rovinato dall'improvvida e proditoria azione di esproprio e dalla tremolante mano della vecchia megera priva di fantasia.
Rapida scucitura della malvagia acconciatura che già era stata avviata con l'inganno, e recupero in extremis delle dimensioni originali.
Mai fidarsi di chi vanta meriti senza portare l'evidenza delle azioni compiute.



(continua)

2 lug 2014


I lavori nell'orto in estate: semine e trapianti


I lavori nell'orto in estate: semine e trapianti


Durante l’estate l’orto dà grandissime soddisfazioni: le piante ti offrono i loro colorati e saporiti ortaggi in cambio di quelle piccole accortezze che servono a mantenerle in salute.
Il buon grower, però, non si ferma mai e in questo periodo inizia già a organizzare i suoi spazi per essere sicuro di poter assaporare i frutti della terra anche nella stagione fredda!
Mentre sistemi i tutori dei tuoi pomodori o sei chino a raccogliere le zucchine pensa un po’ a quanto potrebbe essere rigoglioso il tuo orto anche durante l’inverno.
Inizia dunque, già da adesso, a preparare il terreno, a trapiantare e seminare nuove piante, quelle che, con i loro frutti, scalderanno la tua tavola nel periodo più freddo.
Non sai con quale specie partire? Ecco allora alcuni suggerimenti per te!
SEMINA - in pieno campo
Semina inizio estate 
zucchina
porro


 Cicoria t/r
Semina tutta estate
 
Trapianto inizio estate
 
Trapianto fine estate
Trapianto tutta estate
porro
 
 
 
 
Prima di seminare e trapiantare ricordati dei benefici della consociazione e che Grow the Planet ti può suggerire gli abbinamenti migliori tra le specie!