20 lug 2009

La ricostruzione è possibile - l'esempio di Varsavia


La storia di Varsavia ricalca quella della mitica fenice, sorta e risorta dalle ceneri innumerevoli volte. Nella sua storia si alternarono periodi di florida ascesa, quando fu spostata la capitale da Cracovia e la città prosperava lungo la via dell’ambra verso il mar Baltico, a periodi d’abbandono e distruzione, come quella per opera degli svedesi verso la metà del XVII sec, passando per il dominio zarista e finendo con la recente occupazione nazista.
La città vecchia, come il resto della città, è stata completamente ricostruita. La storia è purtroppo quella di uno sterminio di massa, sia della popolazione sia delle abitazioni.
Durante l’Insurrezione di Varsavia del 1° agosto 1944, i nazisti deportarono e uccisero quasi la totalità delle persone. Dopo pochi giorni evacuarono i superstiti e la città fu letteralmente rasa al suolo, distruggendo più dell’80% della sostanza materiale urbana.

In una quindicina d’anni Varsavia rinacque: la città vecchia è stata ricostruita come prima utilizzando le pietre originali, quando possibile.
Varsavia non è solo guerra, lo dimostra l’affascinante centro storico, completamente pedonale, inserito da molti anni nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Come il resto della città è stato interamente ricostruito con una cura e un amore strabilianti.


L’interno del castello è molto interessante e, tra le attrattive maggiori, la sala del Canaletto con 22 vedute di Varsavia. Queste ultime furono fondamentali per la ricostruzione della città, essendo di una chiarezza e precisione quasi fotografiche.

Oggi si può godere un panorama fantastico su tutta la città nuova, seconda solo a Berlino in fatto di cantieri e febbrile attività edilizia, e quella vecchia.
E' possibile visitare un’ampia mostra fotografica che evidenzia nel modo più chiaro possibile la situazione dell’immediato dopoguerra fino alla ricostruzione certosina avvenuta negli anni a seguire.

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