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18 mag 2012

Social Media Marketing

Digital marketing is confusing—really confusing—as this insane graphic shows (below).
Trying to navigate through the various new social media categories, blogs, sharing sites, and social media firms is an absolute mess.
This depiction of the digital marketing landscape was shown at a Buddy Media event marking the launch of the social marketing software agency's new suite of measurement tools.
You can click to enlarge it, but that won't make it look any simpler.
Bonus points for reader Ryan, who realized Pinterest isn't on there.

23 giu 2011

genius loci



di Alessandra Vinciguerra da http://www.compagniadelgiardinaggio.it
 
Il Genius loci nel mondo romano era lo spirito, la divinità protettrice di un posto, oggetto di culto in piccoli altari, che per esempio si trovavano agli incroci delle strade, ed erano legati al culto dei LARI.
In età moderna fu un poeta inglese dell'inizio del '700, Alexander Pope, ad utilizzare per la prima volta questa locuzione riferita al paesaggio. Pope oltre che poeta era saggista e critico letterario ed ha avuto una notevole influenza sulle idee che sono alla base del giardino paesaggistico inglese. Nei suoi saggi esorta a tornare alla "semplicità amabile della natura disadorna", in contrasto con il giardino formale di gusto francese, allora in voga. In una famosa ode dedicata a Lord Burlington (suo vicino di casa che stava costruendo uno dei primi giardini paesaggisti) gli consiglia di seguire la natura, di creare paesaggi naturali, e gli dice proprio:
"consulta sempre il genius loci, che dice alle acque di correre o cadere, e aiuta le colline a dare la scalata al cielo..."
Seguendo lo "spirito del luogo" non si potrà sbagliare, perchè esso suggerisce gli interventi più in armonia con la natura.

Però mentre all'epoca di Pope questa locuzione indicava quindi soprattutto la qualità di naturalezza non contaminata, di un posto, con il tempo questa nozione si è evoluta ed arricchita anche di connotati più storici ed umani. Oggi quando si parla di "genius loci" di solito ci si riferisce ad una atmosfera particolare di un posto, che è fatta della sua, diciamo così, vocazione naturale, ma anche della sua storia, tradizione e cultura umana.

Insomma, le cose si complicano, rispetto all'epoca di Pope, perchè la componente culturale, umana, a volte può essere predominante e andare anche in contrasto con l'ambiente naturale; e comunque segna indelebilmente i paesaggi. Se prendiamo le grandi ville storiche, con i loro tracciati lineari, le siepi squadrate e le fontane immaginifiche, non possiamo di certo affermare che sono in perfetta armonia con l'ambiente che le circonda - di volta in volta boschi, colline, vaste campagne. Ma sono perfettamente adeguate al modello storico e culturale della loro epoca, e nelle linee di base trasportano nel linguaggio umano- fatto di strade, viali, gradini e terrazze- le misure e le proporzioni del sito; con il tempo hanno acquistato "gravitas" e si sono inserite, in maniera armoniosa e necessaria, nel loro paesaggio. Anche una campagna coltivata, con le vigne, i filari di cipressi ed i casali, è opera della mano dell'uomo, che ha modellato la natura; eppure ha un evidente "genius loci".

Questa locuzione insomma oggi indica più che altro "l'essenza poetica ed ambientale" di un posto - immaginate un castello, una vecchia villa, un paesino medievale arroccato su un poggio - una inconfondibile atmosfera che lo rende unico, perfettamente inserito nel luogo, lo fa sembrare quasi necessario: non poteva che stare proprio lì. E' fatta di elementi naturali ed umani, perfettamente fusi ed armonizzati.

Ovviamente quando parliamo di grandi e famosi giardini, ci aspettiamo di trovare qualità particolari in essi, tali da lasciare una profonda impressione su chi li visita, perchè sappiamo che sono stati curati con particolare sensibilità (non tutti: ci sono alcuni famosi giardini che per me mancano completamente di rispetto per il genius loci). Ma in realtà non conta la dimensione del posto: un forte genius loci può essere ritrovato in una tenuta di cento ettari ma anche in un piccolo cortile, in un orto di campagna, o nel giardino dietro casa. Ovunque sia percepisci, nel guardare quel posto, un senso di "appropriatezza", sembra che sia lì da sempre, tutti gli elementi sono in armonia tra di loro e con l'ambiente, naturale o umano. Il posto ha una sua identità, è inserito in maniera armoniosa nel contesto; non c'è pretensiosità, artificiosità, sforzo.

23 set 2009

le alghe, queste sconosciute...

Le colture algali non competono con le colture agrarie per terreni fertili, non richiedono pesticidi e si possono realizzare su acqua di mare o su acque reflue da dove, in sinergia con i batteri associati, le microalghe prelevano i nutrienti che riciclano in biomassa dalla quale è poi possibile ottenere mangimi proteici o fertilizzanti oltre che biocombustibili.
Le colture algali consumano grandi quantità di CO2 (circa due chilogrammi di CO2 per ogni chilogrammo di biomassa algale prodotta) ed è dimostrato che possono efficientemente prelevarla dai fumi di combustione delle centrali termoelettriche.

24 ago 2009

Jamboree 2019


Dopo tante cazzate dette e fatte per portare a L'Aquila il G8 e una massa di cialtroni, finalmente una proposta seria, come tributo a tanti ragazzi e ragazze che si sono impegnati oltre ogni limite per dare un aiuto concreto.
Unico rimpianto: chissà se fino ad allora, troverò qualcuno che mi ci porti...

http://www.facebook.com/group.php?gid=194622210401

5 ago 2009

Joya di Cabo de Gata



La Joya di Cabo de Gata, è una proprietà con due “cortijos” e una “Haymah”: i migliori alloggi per vivere nella natura di Aguamarga, nel Parco Naturale di Cabo de Gata. Ti offrono la qualitá di un hotel di lusso ed il calore della migliore casa di campagna.

Ognuno dei “cortijos” ha due camere da letto, un bagno con doccia, salone con camino, cucina completamente attrezzata e due portici orientati rispettivamente a ponente e a settentrione, per potersi approfittare della esposizione al sole o alla zona ventilata.

La “Haymah del Caid” é situata tra gli ulivi e le palme, nella zona più elevata della proprietá. Questo alloggio è per due persone, tutto con la comodità ed il comfort delle “mille e una notte” del XXI secolo: bagno con doccia, piccola cucina, riscaldamento ecologico per proteggersi delle notte invernali e un sistema di condizionamento per l’estate.

La proprietà è situata su una collina di un ettaro, piantumata con vegetazione del luogo, che la converte in un miracolo in mezzo al deserto. La proprietà dispone di uno jacuzzi all'aria aperta e di una piscina, tipo fenicia, così come di un solarium, di docce tra la vegetazione e "chambaos" coperti per il riposo.
C'è pure un padiglione arabo per il riposo; un barbecue ed un locale all'aperto, attiguo al belvedere, per una migliore vista sul mare.
Tutta la proprietà è concepita e gestita con criteri esclusivamente ecologici: dal trattamento dell'acqua, ai pannelli solari, dal riscaldamento degli ambienti all'acqua calda; costruzione bio-climatica, riciclaggio dei rifiuti, irrigazione, e, per finire, colazioni ecologiche.

http://it.lajoyadecabodegata.com/home.php

28 lug 2009

bagaglio



Bairagarh (Bhophal ), WPC (War Prisoner Camp) - Sessa Aurunca, via S.Leo 22
solo ritorno n.60443 15/3/1946

A little known fact about Bairagarh is that a very big prisoner of war camp was established at Bairagarh by the British during the Second World War. The details of those days is described as follows by Abida Sultan, daughter of Hamidullah Khan, the last Nawab of Bhopal Princely state

An interesting side effect of the (Second World) War was the location of an Italian prisoner of war camp in Bairagarh, a specially built camp a few miles out of Bhopal, overlooked by Noor-us-Sabah (the residence of Abida Sultan, presently turned to a heritage hotel). Twenty thousand Italian prisoners were confined at Bairagarh barracks and in the early days we doubled our security guard at Noor-us-Sabah in case escaped prisoners made for the nearest house they could see. After a few months, it was evident that the Italian PoWs were not inclined to attempt daring escapes and were content to while their time away peacefully in their barracks.
In fact, so benign and friendly were the Italians that they soon began making a remarkable impact on Bhopal’s social life. There were a number of artists among the Italian prisoners of war who began painting exquisite portraits and landscapes of Bhopal. They formed a splendid orchestra that gave concerts and served as a live dance-band for my father’s dancing soirees.
One of the PoWs was a delightful Signor Rizzo who was employed to become the boxing coach for my son and his two companions.
The Italians enriched Bhopal life and some were even sad to leave their confinement at the end of the war.

http://bhopale.blogspot.com/2007/11/bairagarh-near-bhopal.html

25 giu 2009

...Vostra Paternità....

"Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo ... si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest'urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti... A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent'altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire" (A. Manzoni)

17 giu 2009

Nota sull'Assertività

L'Assertività: è assiomatica (non ha bisogno di essere dimostrata) da per scontata l’accettazione dell’enunciato, trasmette sicurezza e competenza.Il termine è stato rivitalizzato dalle scuole comportamentali americane (adsertivness) e indica la capacità di una persona di comunicare (un ordine, una opinione, un giudizio , ma anche una lezione, una esposizione, scrivere una lettera, ecc,) in modo da non lasciare molto spazio a titubanze, obiezioni, dissensi. Il nostro corso si ispira a diverse scuole psicologiche, tuttavia per comunicare su un multimedia o sul web può essere molto utile avere una prosa ed una grafica assertiva.La definizione esatta.Viene dal latino “ ad serere”, condurre a sé. Cosa non è.Spesso nel linguaggio comune si parla di “asserire” per indicare qualcuno che sostiene una versione non condivisa. Se qualcuno ci dice “L’uomo alla guida asserisce che il semaforo fosse ancora giallo” dentro di noi sorge subito il dubbio che giallo non fosse. L’assertività è esattamente il contrario: quando l’assertivo dice qualcosa, a nessuno viene in mente di metterla in dubbio. Spesso si pensa alla persona assertiva come una persona prepotente, supponente, che non accetta il dialogo e impone a tutti i costi le sue idee. Non è così, si diventa arroganti quando il gioco prende la mano, e in quel preciso momento si perde ogni potere assertivo; il carisma assertivo non ha bisogno di annichilire nessuno.L’imperatore, per la porta di giada dell’assertività, invia ben’altri messaggi.L’assertivo non ha troppe esitazioni o titubanze, o giri di parole: va diritto allo scopo. Il suo linguaggio è diretto.Come per l’ empatia, ciascuno possiede un suo grado di assertività.L’assertività non è una caratteristica costante della personalità: si può essere assertivi in modo positivo solo per un certo periodo del giorno, dell’anno e della vita. Infatti per avere delle certezze bisogna arrivarci, quindi occorre passare dal dubbio e dall’ascolto per avere carisma assertivo. L’assertività fa la differenza tra autorità e autoritarismo. Il caporale che grida non è assertivo ma violento, minaccioso. E’ l’equivoco dei militari. L’assertività ottiene il suo scopo ed è credibile senza l’usa di minacce, costrizioni , violenze. Quando parla un assertivo non ha bisogno di alzare la voce, basta lo sguardo fermo e la voce appoggiata su un solidi respiro: sentiamo che ha ragione o che è convinto a fondo di quello che dice.